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Resistenza agli eventi climatici estremi: perché l’ancoraggio meccanico salva il tetto
I cambiamenti climatici hanno reso eventi un tempo eccezionali, come bombe d’acqua, grandini straordinarie e raffiche di vento oltre i 100 km/h, in fenomeni frequenti e pericoli costanti per le coperture. In questo scenario, la vulnerabilità dei tetti è emersa in tutta la sua gravità. I tradizionali sistemi di posa, con malte, a secco o con listelli, non sono più sufficienti a rendere il tetto una protezione sicura per la casa. La soluzione tecnica per garantire resistenza e sicurezza al tetto è l’ancoraggio meccanico, nella sua evoluzione più aggiornata.
Come agisce il vento sul tetto
La forza che porta allo scoperchiamento del tetto è l’azione del vento, che genera una spinta di sollevamento dovuta a una differenza di pressione tra punti opposti del tetto. Il maggior pericolo per lo scoperchiamento del tetto non viene dalla pressione frontale del vento, bensì dalla depressione d’aria che si crea sul lato sottovento, o in prossimità del colmo. Questo fenomeno, di pressione e depressione, genera una forte spinta dal basso verso l’alto.
Quando gli elementi del manto del tetto sono fissati in modo precario, la forza di aspirazione li strappa via, amplificando l’azione via via che il manto si apre. Capire come agisce il vento sulle coperture è il principio base per comprendere l’importanza del fissaggio meccanico: non inteso solo come ancoraggio degli elementi alla struttura portante ma anche come fissaggio degli elementi di copertura a maglia catenaria resistente.
I limiti dei sistemi tradizionali
I sistemi di posa tradizionali, che utilizzano malte, schiume e collanti di vario genere, si fondano su principi e metodi che portano alla creazione di tetti ‘rigidi’. Inizialmente offrono una buona resistenza ma nel lungo periodo emergono limiti strutturali che causano danneggiamenti inevitabili. I tetti realizzati secondo queste tecnologie risultano rigidi e vulnerabili agli shock termici: quando i punti in cui sono fissati gli elementi non assecondano i micro-movimenti a cui è sollecitato il tetto si creano delle rotture, sulla malta e sugli elementi ad essa connessi.
I sistemi incollati, inoltre, lavorano solo su punti isolati. In questo modo non distribuiscono le sollecitazioni del vento in modo uniforme sulla struttura portante, risultando deboli e danneggiabili. Su questo argomento vi lasciamo un approfondimento del perché non fissare i coppi con la schiuma.
La differenza dell’ancoraggio meccanico
L’ancoraggio meccanico del manto di copertura prevede l’utilizzo di sistemi di fissaggio rigidi — come viti, tasselli, staffe, ganci e clip in acciaio inox o acciaio zincato — che collegano direttamente gli elementi del manto di copertura alla struttura portante del tetto, di qualsiasi tipologia (legno o cemento armato). Dal punto di vista della resistenza al vento, il sistema ad ancoraggio meccanico alla struttura è funzionale e resistente ma porta con sé alcuni svantaggi per il tetto.
L’ancoraggio meccanico va a forare la guaina impermeabile, aspetto dannoso di cui abbiamo parlato analizzando il rischio per il progettista nel forare la guaina per fissare i listelli, e lo strato isolante, creando punti di rottura fragili e vulnerabili all’umidità ed alle infiltrazioni.
La risposta vincente in materia di coperture resistenti ai forti agenti atmosferici la portano i sistemi puntiformi ad appoggio e ancorati. Il sistema brevettato da AERtetto offre soluzioni per coperture in coppi, tegole ed embrici, in cui il fissaggio meccanico avviene lungo la linea di gronda e di colmo, mentre gli elementi di copertura sono concatenati tra di loro attraverso specifici elementi prefabbricati brevettati, semplicemente appoggiati sull’ultimo strato del tetto.

Quello che si ottiene è una copertura perfettamente concatenata e resistente a tutti i fenomeni che possono interessare il tetto: forti agenti atmosferici ma anche terremoti e oscillazioni. La creazione di questa maglia catenaria non richiede il fissaggio a mezzo meccanico sul piano di posa, lasciando integri gli elementi di protezione dall’acqua e isolanti, offrendo al contempo ventilazione del tetto, facilità di posa e di manutenzione nel tempo.
Durante le precipitazioni eccezionali, la stabilità del manto impedisce lo scivolamento degli elementi, mantenendo protetto il tetto ed evitando infiltrazioni disastrose. Inoltre, in caso di forti nevicate o accumuli di grandine, l’ancoraggio, tramite ganci, degli elementi tra di loro impedisce che il peso statico spinga i coppi verso la linea di gronda. Per scoprire come migliorare e adattare i tetti esistenti alle nuove esigenze climatiche potete trovare qui la risposta completa.



