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Sostenibilità reale vs certificata: il riuso dei materiali come pratica circolare

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Nel settore dell’edilizia emerge sempre più la parola ‘sostenibilità’, affiancata a materiali, tecnologie e sistemi costruttivi. Le costruzioni incidono fortemente nel panorama dei rifiuti complessivi in Europa, trovandosi a gestire rifiuti spesso non riciclabili o recuperabili. Parlare di sostenibilità però non è semplice e qui si apre il dibattito tra sostenibilità reale e sostenibilità certificata, quest’ultima supportata da bollini verdi e certificazioni internazionali che ne danno un valore concreto e quantificato. Il riuso dei materiali, senza certificazione, si può definire un’azione sostenibile altrettanto meritevole?

Certificazioni e buon senso comune

Le certificazioni attestano che un material, un sistema, una tecnologia, sia sostenibile quantificando l’impatto ambientale e garantendo i canoni stabiliti dalla legge. Questo comprende aspetti come la realizzazione, l’utilizzo e lo smaltimento a fine vita, ed è proprio questo ultimo punto su cui si concentrano maggiormente. Le certificazioni ambientali sono nate con il nobile intento di tracciare e indirizzare verso comportamenti consapevoli e virtuosi ma nel tempo, molti attestati di certificazione si sono trasformati in processi puramente amministrativi e di marketing. In questo panorama, il riuso dei materiali si impone come una reale pratica di sostenibilità, esente da certificati, con ottimi risultati di contenimento dei rifiuti e riuso di materiali e manufatti ancora in ottimo stato. Il riuso, in qualsiasi settore, si colloca al vertice dell’economia circolare, ma nell’edilizia questa pratica trova molti ostacoli che a vezes ne impediscono l’attuazione.

Riutilizzare e riciclare

Riutilizzare materiali, componenti industriali, rigenerare apparecchiature tecnologiche o impiegare scarti edili in nuovi progetti architettonici, azzera l’energia necessaria per l’estrazione e la lavorazione di nuove risorse ritardando o eliminando l’arrivo in discarica di molti elementi. È un approccio che sposta l’attenzione dal processo al prodotto, imponendo una progettazione che preveda fin dall’inizio il riutilizzo ed una maggior durata. La sostenibilità basata sul riuso trova però un ostacolo burocratico e normativo importante, che basandosi su certificati e dati quantificabili, intralcia il recupero di materiali o il loro riutilizzo se ‘non certificati’ dal punto di vista sostenibile, per componenti o altri aspetti. La legge tende a classificarli automaticamente come “rifiuti”, rendendo la burocrazia del loro recupero così complessa e costosa da spingere le imprese verso il più economico smaltimento in discarica e il successivo acquisto di materiali vergini ma con “certificazione ecologica”. Il controsenso si intuisce da sé. Fare un discorso completo sulla sostenibilità nell’edilizia apre un dibattito molto vasto, concentriamoci quindi sulle coperture.

Il riutilizzo sostenibile nelle coperture

In fase di interventi di manutenzione o restauro è necessario focalizzare bene l’attenzione sui materiali da utilizzare, alcuni necessariamente nuovi altri possono essere recuperati. Il restauro del tetto rappresenta un campo applicativo molto interessante per la sostenibilità reale: il riuso degli elementi non è solo una scelta ecologica legata all’economia circolare, ma diventa spesso un obbligo imposto dal mantenere la memoria del luogo, specialmente in presenza di edifici vincolati o tradizionali. Per quel che riguarda i materiali di tenuta e isolamento, guaine e pannelli, la strada da intraprendere è il nuovo: maggiori prestazioni, garanzie e qualità finale del risultato. Il manto di copertura invece può offrire diverse opzioni: il nuovo o il recupero parziale. Ci sono sistemi di posa, per tetti ventilati, che favoriscono il riutilizzo degli elementi di copertura, tegole o coppi in buono stato, integrandoli in soluzioni all’avanguardia e rendendo un lavoro finito perfettamente funzionale e resistente. Il riutilizzo degli elementi in laterizio, come coppi e tegole in terracotta, è la pratica di riuso più diffusa e collaudata: questi manufatti con il tempo non perdono le loro caratteristiche di resistenza guadagnando un aspetto autentico e tradizionale, vissuto.

I benefici economici e ambientali del recupero sono reali e tangibili: risparmi economici, meno deposito in discarica e movimentazione di materiale. L’edilizia gioca un ruolo importante per il futuro dei rifiuti, è bene che tutti agiscano nella maniera migliore.

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