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Pendenze critiche e tetti storici: come garantire la tenuta all’acqua sotto il 30%

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Le pendenze dei tetti degli edifici storici testimoniano forme architettoniche nate da esigenze climatiche e dai materiali utilizzati, per questo la forma dei tetti varia significativamente da zona a zona. Parlando di pendenze, dunque, troviamo spesso inclinazioni uguali o inferiori al 30% mentre una pendenza ideale per garantire una buona tenuta all’acqua è tra il 30% e il 40%. Nei casi di restauro è importante mantenere l’aspetto originario del tetto, integrando una migliore tenuta all’acqua.

dettaglio tetto ventilato su pendenza critica

Cosa dice la normativa sui tetti

La normativa tecnica di riferimento per le coperture, la norma UNI 9460:2023, fondata sulla tradizione costruttiva, indica soglie minime specifiche per garantire l’impermeabilità del tetto, in relazione tra pendenza e manto. I valori indicati nella norma pertanto tengono in considerazione i materiali utilizzati combinati con pendenze idonee.

  • Tetti in coppi: per un buon deflusso dell’acqua si consiglia una pendenza minima del 30-40%
  • Tetti in tegole: si comportano bene nell’allontanamento dell’acqua anche con pendenze intorno ai 30-35%
  • Coperture in pietra (per esempio Ardesia): queste coperture richiedono pendenze elevate, superiori al 40%.

Per le coperture di nuova costruzione è importante attenersi a queste indicazioni, mentre per i casi esistenti è utile integrare soluzioni a supporto di un miglior funzionamento e una migliore tenuta all’acqua.

cantiere tetto ventilato su edificio storico con pendenza

Gestione delle falde basse nei restauri

Fermo restando che nelle nuove costruzioni le coperture hanno falde inclinate con pendenze maggiori del 30%, quando ci troviamo davanti a restauri di tetti storici bisogna fronteggiare anche soluzioni con pendenze inferiori al 30%.

Negli interventi su edifici storici infatti è d’obbligo rispettare le pendenze originali, le quote di colmo e di gronda per preservare l’architettura originaria e la memoria della tradizione. Anche nel caso di rifacimento completo del tetto, la linea di gronda e la linea di colmo, nei tetti storici, va rispettata.

Come riportato anche nella norma UNI 9460:2023, il solo manto di tegole o coppi non è sufficiente per garantire l’impermeabilità in caso di piogge intense. In questi casi è fondamentale integrare al tetto uno strato impermeabile posto tra il manto di copertura e gli altri strati del tetto.  Solitamente lo strato impermeabile viene realizzato con membrane bituminose, guaine, ad alte prestazioni o lastre sagomate.

È sempre bene integrare anche uno strato di ventilazione, nella stratigrafia del tetto, che contribuisce a mantenere asciutto e salubre il tetto. Anche la ventilazione con pendenze basse non rende al meglio delle sue prestazioni ma ci sono soluzioni che si possono integrare nonostante le basse pendenze e rendere comunque ottimi risultati.

Portiamo ad esempio il sistema AERtetto per tetti ventilati, che permette la posa sicura e resistente di coppi e tegole anche in situazioni di pendenze ridotte. Per le caratteristiche del sistema permette la posa del manto contestualmente alla realizzazione di una camera di ventilazione continua e senza ostacoli. Il piedino, elemento del sistema, garantisce la posa semplicemente ad appoggio, senza forare gli strati sottostanti, aspetto che rende il sistema ideale anche nei restauri (qui alcuni casi studio: https://aertetto.it/progetti-tetti-ventilati-edifici-storici-riqualificati/ ).

AERtetto offre con i suoi sistemi leggerezza, stabilità, resistenza e una ventilazione continua con il mimino rialzo.