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Architettura sacra e grandi coperture: durabilità senza manutenzione

Le chiese furono erette con la volontà di durare, per secoli e secoli: nate per sfidare il tempo sono segni iconici del territorio e testimonianze di un credo religioso passato e presente. Le grandi coperture degli edifici sacri non servono solo a proteggere dal maltempo: rappresentano la volta celeste, proteggono il patrimonio artistico contenuto all’interno e definiscono l’identità visiva della struttura architettonica. Gli interventi di conservazione attuali sulle coperture mirano ad offrire durabilità, per molti anni ancora, senza necessità di manutenzione.
Le sfide del tempo
I tetti delle chiese hanno forme e dimensioni fuori dal normale, per altezza e pendenza soprattutto: troviamo forme speciali come cupole, volte e spioventi molto alti. Queste strutture, con sistemi di costruzione lontani dagli attuali, resistono da sempre alle intemperie e proteggono il luogo che celano all’interno. L’architettura sacra vanta innumerevoli esempi di coperture, eseguite secondo le migliori tecniche dell’epoca, giunte sino ai nostri tempi, alcune in buono stato, altre bisognose di manutenzione. Gli interventi contemporanei di conservazione dei beni architettonici sacri intervengono anche sul miglioramento della copertura, per integrare alcune mancanze, come lo strato impermeabile, e promettere migliori aspettative per il futuro. Struttura e copertura sono intese come un tutt’uno per proteggere il bene sacro, talvolta necessitano entrambe di miglioramenti, altre volte li necessita solo la copertura. L’approccio della progettazione oggi deve unire la memoria del passato con nuovi sistemi di costruzione e interventi mirati, promettere durabilità senza manutenzioni e mantenere quanto più coerenza con il sistema costruttivo originale. Materiali, colori, forme e tecnologie: tutto deve combaciare per un effetto integrato ed il tetto deve risultare uno scudo perfetto, resistente e senza pericoli di infiltrazioni.

Grandi coperture e problematiche
Tra le principali problematiche che si affrontano nell’intervenire sulle grandi coperture delle chiese troviamo: tetti dalle forme più svariate, altezze importanti, stato della struttura portante spesso danneggiato o fragile. Per questi motivi bisogna intervenire in maniera mirata e attenta, nel rispetto del luogo e delle sue peculiarità. Le strutture, per la maggior parte lignee, non possono reggere pesi eccessivi, pertanto, anche qualora queste vengano rinforzate, è bene scegliere attentamente il pacchetto tecnologico del tetto. Le coperture sacre originali non hanno pacchetti tecnologici pari agli attuali: manca lo strato impermeabile e non hanno ventilazione, spesso il manto di copertura è fissato in maniera errata o presenta danneggiamenti dal tempo (scivolamenti, rotture, nascita di vegetazione…). Le scelte migliori indirizzano verso sistemi leggeri, per materiali o tecnologie integrate, che possono offrire molteplici vantaggi e permettono uno svolgimento veloce del cantiere, senza dover incrementare il peso sulla copertura. Scegliere la durabilità nel lungo tempo significa, anche, fare un favore all’ambiente. Il calo di manutenzioni riduce l’uso di nuovi materiali e azzera l’inquinamento legato ai continui cantieri. In questo modo, l’architettura sacra conservata rispetta la memoria del passato e guarda alle generazioni future con i migliori propositi.

AERtetto in aiuto dell’architettura sacra e delle grandi coperture
Nella scelta del pacchetto di posa del tetto emergono i sistemi AERtetto, per tecnologia e vantaggi che offrono alle coperture. AERcoppo®, AERtegola® e AERembrice® offrono una posa del manto ventilata, leggera e resistente, senza forare la struttura e senza gravare con pesi eccessivi anche nelle fasi di cantiere.
L’esperienza di AERtetto in ambito sacro inizia più di 10 anni fa, con progetti portati a termine in tutta Italia. Tra le prime coperture con sistema AERtetto installato troviamo la chiesa di Santo Stefano a Cividale del Friuli, restaurata nel 2016. La chiesa presenta pianta rettangolare a navata unica con abside semicircolare sporgente e sacrestia addossata sul lato sud-est: nel rifacimento della copertura hanno scelto il sistema AERcoppo® per integrare nel manto un sistema di ventilazione efficace e leggero, potendo usufruire in parte del recupero dei coppi esistenti. Il tema del recupero dei coppi esistenti è ricorrente in questi interventi, dove è fondamentale mantenere l’aspetto originale del luogo.
L’installazione di AERtetto migliora anche la trasmissione del calore nel sottotetto, sia in estate che in inverno, migliorando le condizioni climatiche all’interno delle chiese, come hanno potuto notare dopo i lavori alla Basilica di Aquileia (UD). Il sistema si può installare in qualsiasi tipologia di falda inclinata: grazie al suo sistema di ancoraggio alla base, tramite la griglia di partenza, e la catenaria che si crea durante la posa, risulta resistente, pedonabile e facilmente ispezionabile. Un esempio di posa in situazione di forte pendenza è il recupero della copertura della Chiesa della Beata Vergine della Salute a Este (PD).
Per vedere tutte le proposte AERtetto e le referenze vi lasciamo questo link: https://aertetto.it/sistema-aercoppo-tetti-ventilati/referenze-aercoppo/



