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Varianti migliorative o declassamento tecnico?

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Come difendere il capitolato dalle scelte dell’impresa

Guardare al nuovo o ricadere sulle scelte più comuni e diffuse? Il dilemma tra l’adozione di nuove tecnologie e il ricorso a soluzioni consolidate è un tema ricorrente nell’edilizia moderna, dove il ‘nuovo’ trova poca propensione all’approfondimento ed alla conoscenza. Quando progettisti e imprese si confrontano, nel passaggio del progetto dalla carta al cantiere, emergono frequentemente osservazioni discordanti sul capitolato: l’impresa tende a proporre esecuzioni diverse, spesso giustificate dal dogmatico “si è sempre fatto così” piuttosto che da reali motivazioni tecniche.

 

varianti migliorative tetti ventilati

Varianti migliorative: il valore aggiunto

Le varianti migliorative sono quelle modifiche che vengono proposte dall’impresa appaltatrice che non alterano la sostanza del progetto, ma ne aumentano l’efficienza, la durabilità o la qualità estetica, senza necessariamente aumentare i costi. Un confronto costruttivo fra maestranze e professionisti può arricchire le conoscenze reciproche e apportare notevoli vantaggi al cantiere e al progetto. L’obiettivo di accettare una variante, che deve sempre essere approvata dalla Direzione Lavori, è quello di offrire una soluzione tecnicamente superiore con notevoli benefici anche in termini di durata e manutenzione. Tuttavia, se mancano questi presupposti, la variante scivola nel campo del declassamento tecnico, offrendo materiali o prestazioni inferiori agli standard prefissati. In ambito pubblico, il nuovo Codice dei Contratti (D.Lgs. 36/2023) disciplina rigorosamente le varianti in corso d’opera, ammettendole solo se non mutano la natura generale del contratto. A difesa del capitolato poi entrano in gioco le schede tecniche dei prodotti, in cui viene indicato il corretto uso o la corretta posa, aspetti che spesso, per pigrizia, vengono ovviati. Tra i numerosi esempi possiamo citare le scelte attuate per le coperture, dove il buon operato vorrebbe inesistente l’uso di schiume e malte, cosa che persiste per la ‘pigrizia’ di molte imprese nel superare i vecchi sistemi. In casi come questi è bene seguire il capitolato e rispettare le schede tecniche, a vantaggio anche delle garanzie sui prodotti.

dettaglio cantiere edile

Fare la scelta giusta e riconoscere il ‘finto’ miglioramento

Non ogni proposta di modifica è un’opportunità. Quando un progetto, corredato dal capitolato, arriva in cantiere possono prendere atto delle varianti, proposte spesso dall’impresa, sotto l’aspetto di miglioria. È sempre così?

Se la proposta si limita a sostituire un sistema con uno più tradizionale e consolidato, all’apparenza più funzionale, bisogna guardarsi bene dalla scelta.

Il capitolato non è un elenco casuale, ma il risultato di studi e ricerche condotte dai progettisti per rispondere alle esigenze specifiche dell’opera, in cantiere e nel tempo. Il capitolato è un documento tecnico redatto dal progettista, architetto, ingegnere o geometra, con la finalità di indirizzare le scelte del cantiere nella direzione migliore. Prima di effettuare una qualsiasi variante in opera bisogna attuare delle valutazioni concrete basate su dati e schede tecniche, non sulla parola o la promessa di migliorie.

Difendere il capitolato non significa essere rigidi per principio, ma garantire che la qualità per cui il committente sta pagando venga effettivamente messa in opera. Una variante merita essere accettata solo se il progetto ne esce rafforzato, mai se serve solo a “fare cassa” in cantiere velocizzando l’esecuzione a discapito della qualità finale.

Il conflitto tra l’innovazione del progettista e la resistenza al cambiamento tipica di certi appaltatori emerge anche nelle coperture. Nuovi sistemi di ventilazione, ben più vantaggiosi di quelli tradizionali, con valori comprovati e referenze, incontrano ancora molti ostacoli. Lì dove l’ostacolo viene superato non mancano soddisfazione, ottimi risultati e nuove svolte per progetti futuri.